Cosa non ha funzionato nel Milan di Giampaolo?

 

 

Zvonimir Boban non poteva essere più chiaro, l’esonero di Giampaolo è stata una sconfitta per tutti nell’ambiente rossonero, proprietà, dirigenza e ovviamente tifosi, costretti a vedere la propria squadra del cuore stabilmente nella parte destra della classifica.

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(Marco Giampaolo tra Paolo Maldini e Zvonimir Boban nel giorno della sua presentazione)

 

Eppure l’avventura dell’allenatore abruzzese a Milanello sembrava essere iniziata nel migliore dei modi, tra proclami entusiastici(l’ormai famigerato motto “testa alta e giocare a calcio”) e feedback positivi dalle prime amichevoli estive che i rossoneri avevano disputato in giro per il mondo, inanellando una serie di ottime prestazioni contro avversarie di livello superiore e con una rosa ancora sperimentale.

Era quindi palpabile la curiosità legata al come l’allenatore nativo di Bellinzona avrebbe attuato la sua personale Fluwelen Revolutie, ( letteralmente rivoluzione di velluto, termine con cui fu definita la rivoluzione societaria di Johan Cruijff all’Ajax nel 2010, e ancora prima quella rivolta culturale che a Praga fece cadere il regime comunista cecoslovacco nel 1968), che si poneva come obiettivo far tornare il club di Via Aldo Rossi a competere tramite un idea di calcio esteticamente appagante.

Il sistema di riferimento era ovviamente il 4-3-1-2 che come detto in precedenza sembrava essere stato ben assorbito dalla squadra nelle sue prime uscite con un Suso(vero punto interrogativo sin dall’inizio del raduno) che sembrava aver incantato il suo allenatore nel suo nuovo ruolo.

La collocazione tattica di Suso sarà solo il primo dei problemi dei 111 giorni da allenatore del Milan di Marco Giampaolo, noi abbiamo provato ad analizzare i tre più significativi .

 

Suso: trequartista mancato

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Come detto in precedenza la posizione dell’esterno offensivo andaluso era la grande incognita nel precampionato rossonero. Ad essere discussa era la sua adattabilità ad un sistema di gioco diverso, che lo prevedeva dietro le punte e non largo a destra in quella posizione che era diventata la sua comfort zone

Ma nonostante le settimanali chiacchierate del suo agente Lucci a Casa Milan e le voci di cessione sempre più insistenti, Giampaolo continua ad insistere e lo schiera da numero 10 ricevendo buone risposte sia contro il Benfica che contro il Manchester United(gol e assist per il nativo di Cadice).

L’allenatore abruzzese si dichiara innamorato di Suso e spinge per la permanenza: col senno di poi sarà molto probabilmente un errore.

La prima di campionato contro l’Udinese è con tutta probabilità l’unica occasione dove il fantasista spagnolo parte dietro le punte, la sua partita in quel ruolo sarà evanescente e finirà per spostarsi sulla destra per il forcing finale.  download

(Suso finisce la partita largo a destra in un 4-3 fantasia di Giampaolo decisamente asimmetrico)

 

Con Brescia e Verona la sua posizione sembrava già essere cambiata,e nonostante questo non sembravano esserci miglioramenti nel rendimentoverona milan suso

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(Le due heatmap di Suso contro Brescia ed Hellas mostrano come sia effettivamente tornato nel ruolo di ala destra)

Con Inter e Fiorentina tra errori grossolani e atteggiamento non esattamente adatto finirà per toccare il punto più basso nel gradimento dei tifosi rossoneri, uscendo tra i fischi proprio contro i viola.

In pochi mesi quindi lo spagnolo si è trasformato da risorsa a problema, un epilogo questo che era stato previsto dai conoscitori del calcio di Giampaolo visto il suo uso del trequartista e che probabilmente sarebbe stato evitabile con la cessione.

 

C’era una volta un pistolero…

Krzystof Piatek si presenta ai nastri di partenza reduce da una stagione con numeri clamorosi, titolare della sua nazionale e idolo dei supporters rossoneri.piatek-Milan-napoli

Gli stessi che guardano con fiducia alla nuova stagione vedendo nel bomber polacco la figura di un novello Quagliarella, centravanti che sotto la guida di Marco Giampaolo ha vissuto a 36 anni suonati la sua migliore stagione in carriera, vincendo la classifica cannonieri.

Cosa potrebbe mai andare storto? Purtroppo ben pochi avevano chiaro il tipo di lavoro che Giampaolo chiede al suo centravanti, un lavoro che si dimostrerà totalmente fuori dalle corde del centravanti rossonero.

Il vate di Giulianova infatti predica un calcio associativo e pretende dalle punte un continuo supporto alla squadra, fatto di sponde e di maggiore movimento in campo.

La differenza è immediatamente visibile nelle due heatmap a confronto ma purtroppo per i tifosi rossoneri anche nei numeri e nelle prestazioni del loro ex beniamino, spesso nervoso, vagabondante per il campo e con poca lucidità in zona gol.piatek 2019  piatek 2018 2

 

(A sinistra la lavagna tattica di Piatek in Verona Milan del Settembre 2019, a destra quella in Atalanta Milan nel Febbraio 2019, evidente la differenza nei tocchi e nelle conclusioni del polacco, che in questo campionato è stato spesso costretto a concludere anche da fuori area)

I gol sono solamente due e per di più su rigore, sta a Pioli recuperare quella che per il Milan è una enorme risorsa.

 

 

Confusione tattica( e non solo)e poco utilizzo dei nuovi

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Queste due prime problematiche potevano essere risolte con due cessioni, motivate da una mancata idoneità al sistema di gioco, ma il tecnico abruzzese ha preferito insistere su queste due figure probabilmente temendo la responsabilità di scaricare due totem delle ultime stagioni rossonere.

Tutti siamo umani e chiunque dovrebbe riflettere prima di una scelta simile, specialmente in un periodo storico come quello che il Milan sta affrontando, si può dire che a Giampaolo è mancato l’istinto da rottamatore che dall’altra parte del Naviglio sta permettendo ad Antonio Conte di forgiare una vera e propria legione a sua immagine e somiglianza.

Se per queste scelte può essere accusato di poca forza di volontà e coraggio di certo non gli si può negare la volontà di voler morire socraticamente con le sue idee, insistendo su giocatori più avanti nell’apprendimento del suo gioco anche se meno brillanti(Calhanoglu e Biglia sono due esempi) a discapito di elementi come Paquetà e Bennacer che sono sembrati aggiungere velocità e brio alla manovra rossonera quando chiamati in causa. Senza parlare di Leao, oggetto del mistero nelle prime tre giornate e vera unica nota positiva del Milan nelle successive. FB_Rafael_Leao-1200x800

Un atteggiamento confusionario quello dell’ex tecnico rossonero, che più di una volta è sembrato all’interno di una realtà più grande di lui, sia in conferenze spesso ripetitive e grottesche e anche ovviamente con schieramenti e letture della partita approssimativi,inficiando quella rivoluzione basata sul bel gioco che tanto aveva incuriosito i tifosi.

 

 

 

Cosa non ha funzionato nel Milan di Giampaolo?ultima modifica: 2019-10-17T15:00:33+02:00da pietroserusi
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