Sebastian Vignolo è il miglior telecronista del mondo

 

 

Prima di introdurre il personaggio in questione e le motivazioni che ci spingono a considerarlo in questo modo è doveroso mettere in evidenza una sua opera, si, perchè è opera il termine giusto.

https://www.youtube.com/watch?v=tCce_FXhB5U

Argentina-olanda

6 minuti di narrazione agonica, da tifoso più che da professionista,accompagnati inizialmente da un’antifona, quel “Atajo Romero!” urlato nel microfono che fa da antipasto all’emozionante monologo finale, la voce rotta dal pianto, l’invito all’ascoltatore, si ascoltatore perché gli occhi non servono, “Cerrad los ojos”, ripete el Pollo, “ que yo te lo cuento!”.

Mente chi nega di aver avuto la pelle d’oca dal minuto 5 in poi, mente perché in quel minuto scarso vi è l’emozione di un popolo, la passione di una terra, non esistono più gli schemi della professione, esiste la voce dell’aedo e l’udito dell’ascoltatore, i loro cuori sono sulla stessa frequenza.

Sebastian Vignolo non è un teleconista, è un aedo, non compie telecronache, racconta emozioni.

vignolo

Sebastian Vignolo(nella foto), 44 anni.

Ora si, possiamo scoprire chi è il protagonista della nostra storia.

Sebastian Vignolo, per tutti ormai El Pollo( rigorosamente pronunciato posho, perché è cosi che suona la doppia l alle foci del Mar de la Plata), nasce a San Francisco, provincia di Cordoba, il 18 Luglio del 1975.

Nasce nell’Argentina più verace, spontanea, dove l’opera di un noto chimico milanese che di cognome fa Branca è molto più apprezzata che da noi, perché là il Fernet Branca(appunto) mischiato con la Coca Cola è una religione.

A 6 anni il piccolo Sebastian è costretto a cambiare ambiente, arriva insieme alla famiglia nella capitale, ed inizia ad innamorarsi del pallone.

La sua squadra del cuore non è il Boca, né il River, è la sua squadra del suo barrio(Floresta): gli All Boys, e così ancora oggi, ma il biondissimo telecronista non nasce nella cabina di commento e con le cuffie.

vignoloallboys

Qui conduce una puntata di Fox Radio con addosso proprio la maglia degli All Boys, una vera fede la sua.

Vignolo infatti ha alle spalle una promettente carriera da difensore tra Argentinos Juniors e Velez interrotta prematuramente da vari infortuni, tutte vicissitudini che lo portano ad essere come lui stesso si definisce “un jugador frustrado” e ad entrare nel mondo del giornalismo.

Inizia così alla fine degli anni 90, una carriera che lo vedrà inviato a 6 mondiali, 4 coppe america, 3 Libertadores , senza contare il suo ruolo di telecronista nelle partite di punta della Superliga e di conduttore di programmi tv e radio di argomento calcistico sull’emittente Fox.

Memorabile a riguardo il suo sfogo contro i giocatori del Boca rei di non aver aiutato i colleghi del River nel Superclasico delle polemiche e dei fumogeni in campo del 2015.

https://www.youtube.com/watch?v=S9eg9rNfUeA

“Cagones”, un termine lontano dal linguaggio aulico di Vignolo, che si dimostra però uomo prima che sportivo, e lancia un messaggio tanto forte quanto sacrosanto “El jugador profesional un dia termina, el ser humano no!”

 

Un ruolo che lo risalta, ma che non gli rende totalmente giustizia come quando ad essere narrate dal suo microfono sono le partite della seleccion argentina.

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In quel caso la sua voce diventa la voce dei suoi milioni di connazionali, cessano i tecnicismi, è emozione, come nel caso di questo episodio, probabilmente il più emozionante dei recenti tempi bui dell’Albiceleste.

https://www.youtube.com/watch?v=_MfS2dVpz_M

Mondiale 2018, la squadra di Sampaoli è a cinque minuti da una clamorosa eliminazione ai gironi contro la meno quotata Nigeria, finchè dal nulla spunta  Rojo e con un piattone destro da centravanti consumato regala la qualificazione all’Albiceleste e un’altra pagina di storia alla carriera di Sebastian Vignolo. Nella confusione “El Pollo” non ha capito chi è stato l’autore del gol, non se ne vergogna anzi, riesce a trasformare questo errore tecnico in un vanto,  “No me pregunten quien fue porque sé solo que es argentino”, esclama,per  poi scoprire che si tratta del difensore dello United,chiudendo con un commovente “podrìa ser cualquiera de ustedes que la empujo, podria ser qualquiera de los 40 millones de argentinos que la empujò, que la soplò, que la metiò con el alma, que le diò con el pecho”. Pelle d’oca, o meglio “piel de gallina”.

rojo nigeria

L’arte del “relato” alle foci del Mar de la Plata è differente, non è una novità, ma spesso può risultare stucchevole, eccessiva, “El Pollo” elimina questo pericolo, alterna monologhi sull’orlo delle lacrime ad esultanze da tifoso da bar come quel memorabile “estamos en la final del mundo carajo” nei rigori contro l’Olanda.

Teatrale ma non artificioso, commovente ma non sdolcinato, epica sportiva ai massimi livelli, Sebastian Vignolo è molto, molto più di un telecronista.

 

 

 

Sebastian Vignolo è il miglior telecronista del mondoultima modifica: 2019-11-17T19:27:50+01:00da pietroserusi
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