Cosa ci dice questo Clasico?

 

E’ stato il Barca-Madrid più controllato della storia, 12 camionette della polizia a scortare il pullman dei blancos, migliaia di agenti tra polizia e Mossos schierati nelle zone circostanti al Camp Nou in risposta alle adunate oceaniche previste da Tsunami Democratic e le due squadre in ritiro nello stesso hotel, l’attenzione sembrava per la prima rivolta ovunque meno che al rettangolo di gioco.

tsunami

Ad ogni modo, il risultato dice molto di più di quanto ci si aspetterebbe da uno 0-0 e specialmente in una partita tendenzialmente spettacolare come il Clasico.

E’ stata una partita tattica ma non per questo noiosa o vuota di contenuti, dove ad emergere in maniera importante è stata l’eccellente preparazione alla gara di Zinedine Zidane, infatti se c’è una squadra che può recriminare per il risultato è proprio quella allenata dall’ex campione del mondo.

zidane

Specialmente nel primo tempo infatti le merengues hanno saputo alternare ad un lavoro di pressione eccellente una certa pericolosità sotto porta, con varie occasioni da gol e due episodi dubbi in area blaugrana, non giudicati punibili dal discussissimo duo Hernandez Hernandez e Burgos Bengoitxea(al Var).

Una pressione rimasta tale per 90 minuti che ha obbligato spesso e volentieri Ter Stegen al lancio lungo, contesto all’interno del quale il Real ha avuto vita facile per via di una maggiore struttura fisica, concedendo al Barca solamente tre occasioni da gol nitide tutte nate dai piedi del marcatissimo Leo Messi.

Chiave in questo senso è stata la prestazione dei 3 centrocampisti del Madrid, con una menzione speciale per colui che da parecchie settimane è il migliore in campo in casa blanca: Federico Valverde.

Il box to box scuola Penarol infatti ha offerto un’altra prestazione importantissima, fatta di quantità e qualità in una stagione dove sembra aver stregato Zidane, imponendosi sempre di più nelle gerarchie del tecnico francese.

fede valverde

Un Real a cui quindi sembra essere mancato solo il gol, elemento che non è decisamente un dettaglio dal momento che questo è il terzo clasico di fila(coppe comprese) dove i Blancos non sono riusciti ad infrangere il muro di Ter Stegen, oltre ad essere il settimo senza vittorie, record negativo per i blancos e positivo per Ernesto Valverde.

Proprio Valverde sembra essere il grande accusato in casa blaugrana, per aver messo in campo secondo molti il peggior clasico del Barca degli ultimi dieci anni.

ernesto valverde

Un Barca spesso in balia del pressing avversario, capace non solo di generare pochissime occasioni ma anche di mantenere a fatica il pallone ed il controllo, in totale confusione specialmente nei primi 45 minuti.

Male i tre davanti eccetto le invenzioni di Messi, un centrocampo in sofferenza dove a distinguersi è stato il solo De Jong, gli unici più che positivi sono stati sicuramente i due centrali Pique e Lenglet, col primo che sembra aver ritrovato la forma dopo un inizio di stagione complicato.

pique

Possiamo quindi facilmente notare come si scontrino due dati opposti, l’imbattibilità del Txingurri nel match più importante dell’anno e le critiche sempre più acute verso la sua gestione, una gestione che nel suo terzo anno vede si il Barca in testa in tutte le competizioni, ma spesso surclassato nel gioco dal rivale e costretto a venire a patti con la propria storia ed identità per venire a capo delle partite.

Polemiche e critiche che come sempre sono stati ingredienti della partita più seguita del mondo, che molto più del risultato ci lascia una attestazione molto semplice, il Madrid è tornato e quest’anno finalmente “hay liga”.

 

Cosa ci dice questo Clasico?ultima modifica: 2019-12-22T19:20:04+01:00da pietroserusi
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