Storie di quarantena : Guti

 

La quarantena nella casa dove sei cresciuto ti costringe spesso a fare i conti con i tuoi ricordi e con quei lunghi pomeriggi invernali dell’infanzia dove tutto sommato non era così fastidioso rinchiudersi in casa, soprattutto quando non si aveva a che fare con gli esami e i compiti in classe.

Spinto da questo letale mix di noia e ricordi ho deciso di acquistare su Ebay Fifa 08, il mio primo gioco Ea e il mio primo vero gioco calcistico, ma non trovando condizioni favorevoli ho dovuto ripiegare sull’edizione dell’anno successivo.

fifa 09

Una volta entrato in possesso del gioco non ho resistito alla possibilità di sfogliare le rose delle big europee e arrivato al Real Madrid mi sono bloccato per qualche secondo su un giocatore che avevo completamente rimosso dal mio database di appassionato, Jose Maria Gutierrez Hernandez, per tutti Guti.

Guti 3

Il ricordo che avevo era di un fantasista vanesio e belloccio col numero 14 che faceva da comprimario in vari Madrid stellari, che passava sicuramente più in secondo piano nel mio immaginario fanciullesco dietro ai vari Beckham, Ronaldo e in seguito Kaka.

Decido così di iniziare una breve ricerca e vengo travolto da una valanga di video con titoli abbastanza esplicativi: “maestro”, “genio”, “ridicolous assists”, ma anche “Guti defiende el Madrid” o “Guti explota contra la prensa”.

Lasciando da parte le conferenze stampa o le dichiarazioni contro i vari attacchi di quel burlone di Gerard Pique, a colpirmi sono le due giocate più celebri del madrileno, i due famosissimi “taconazos”.

https://www.youtube.com/watch?v=yp3HyXeCD_E

Due gesti tecnici quasi senza senso, non tanto per difficoltà d’esecuzione(anche se specialmente il primo è un’autentica genialata) quanto per l’idea, visionaria nel primo e altruistica nel secondo.

Ma oltre queste due creazioni estemporanee, chi era Guti?

Jose Maria Gutierrez Hernandez nasce, in un anno non esattamente povero di talento per il calcio come il 1976, a Madrid e cresce letteralmente con la camiseta blanca addosso sin dall’età di 9 anni. Regista, trequartista, seconda punta, il biondino sembra saper fare un po’ di tutto e abbastanza bene, con un’eleganza innata e un portamento davvero “real”.

Guti 2

Dopo la trafila nella “Fabrica” esordisce in prima squadra contro il Siviglia il 21 Dicembre 1995, accumulando in quella stessa stagione 9 presenze e un gol.

Non sono anni gloriosi per i blancos, che pur essendo ancora il club con più Coppe dei Campioni, non riescono a riportare il trofeo a Cibeles da ormai troppi anni, un problema che deprime generazioni di madridisti.

La fine dell’incubo è datata 20 Maggio 1998, Mihatovic abbatte la Juventus e corona anche Guti campione d’Europa, titolo che va a sommarsi ad una bacheca già corposa per un ventiduenne, comprendente Supercoppa e Liga.

Mihatovic

Quella che dovrebbe essere l’inizio di una parabola perfetta diventa l’inizio degli ostacoli per il canterano, negli anni successivi è costretto infatti dalla presenza di Seedorf a migrare dal suo primo ruolo di regista a quello di seconda punta, per altro con ottimi risultati visti i 20 gol tra la stagione 1999-2000 e 2000-2001.

Ma l’anno successivo per Guti arriva un nuovo concorrente, non proprio l’ultimo arrivato, ha gli incisivi pronunciati e due ginocchia già pluri-operate ma si sta dirigendo verso la stagione migliore della sua carriera.

ronaldo fenomeno

Ronaldo rimpiazza Guti a fianco a Raul e l’arrivo di Zidane gli toglie l’opportunità di giocare tra i centrocampisti, regalandogli un proseguo di carriera da riserva di lusso eccetto per la stagione 2006-2007, quando sotto la guida di Fabio Capello vince una Liga da titolarissimo.

Dopo l’arrivo di Kaka nel 2009, l’addio è la scelta più logica e si consumerà nel 2010 direzione Besiktas, squadra dove concluderà la sua carriera da calciatore, prima di tornare a Madrid come allenatore del settore giovanile merengue.

387 presenze spalmate in 15 stagioni, se consideriamo che una grande squadra gioca una media di 30-40 e ora 50 partite per stagione, sono un numero abbastanza basso e rende l’idea di come la carriera del 14 sia stata ostacolata dalle  troppe panchine e (si dice) da un carattere fumantino e donnaiolo.

Ma allora, perché Guti continua ad essere idolatrato dai madridisti e dai cultori del calcio nonostante la sua parabola sia stata spesso e volentieri quella del comprimario adorato dai puristi dell’estetica ?

Guti 1

Sarà per quello spirito blanco che lo ha fatto ergere a difensore del madridismo dagli attacchi dei vari Pique, sarà per l’eleganza o il portamento o per quella maglia che quasi mai finiva le sue partite sporca.

Giocatore da highlights bello e poco efficace o solo poco valorizzato e sfortunato?  Ai posteri l’ardua sentenza, nel mentre io avvio di nuovo Fifa 09…

Storie di quarantena : Gutiultima modifica: 2020-03-29T19:42:57+02:00da pietroserusi
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