Kapital, konzept und kompetenz: Ralf Rangnick

 

E’ notizia di pochi giorni fa il nuovo(pare) avvicinamento tra Ralf Rangnick e il Milan, dopo un’apparente rottura tra le parti fatta filtrare da ambienti vicini all’allenatore ex Lipsia e in particolare dalla Bild e soprattutto dopo che il matrimonio era stato dato per fatto anche da Zvone Boban in quella famigerata intervista alla Gazzetta Dello Sport che gli è costata il posto.

RB Leipzig v Bayern Muenchen - DFB Cup Final 2019

Inoltre proprio tra ieri e oggi è salito alla ribalta per il mercato rossonero un nome non banale, Timo Werner, scoperto e portato da Rangnick a Lipsia e ora tra i numeri 9 più quotati d’Europa, una notizia che però in epoca di spending review in Via Aldo Rossi sembra poco più che fantamercato.

rangnick werner

Ma parliamo del vero protagonista, Ralf Rangnick appunto, figura che in questi mesi è stata analizzata in lungo e in largo dalla stampa nazionale partendo dai celebri tre aneddoti che disegnano la sua vita professionale, tre folgorazioni che sulla sua personale via di Damasco ne hanno segnato idee e pensieri.

Il primo, l’incontro-scontro con la leggendaria Dynamo Kiev del colonnello Lobanovsky, padre putativo di un certo Andriy Shevchenko, che gli fece capire l’importanza del pressing(“Sembrava giocassero in 14” disse Rangnick), il secondo aneddoto invece è la celebre ospitata in un programma sportivo serale tedesco dove il buon Ralf divenne irrimediabilmente “Der Professor” ,quando spiegò di fatto a una nazione intera il 4-4-2 , adducendolo a salvezza del movimento calcistico dopo i ripetuti fallimenti teutonici nel finale dei decennio.

Un evento che lo circondò in patria di un mix di stima e ironia, quasi delineando la figura di un santone talebano ,normale se si pensa che solo due anni prima il pallone d’oro era stato assegnato ad un giocatore che nei meccanismi difensivi del 4-4-2 c’entrava poco e niente come il libero del Bvb Matthias Sammer.

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Matthias Sammer(nella foto) pallone d’oro 1996.

Un santone come quello Zdenek Zeman che lo costrinse a deviare l’itinerario della vacanza di famiglia per osservarne gli allenamenti in Sud Tirol, terzo aneddoto.

Come detto quindi aldilà della sua biografia e carriera ormai celebri(il miracolo Hoffenheim, il progetto Lipsia, lo Schalke che eliminò l’Inter post triplete), Rangnick divide da anni il movimento calcistico tedesco, c’è infatti chi lo ritiene un santone metodico, nervoso e malato di perfezionismo e chi invece lo ritiene un maestro che tanto ha dato al calcio teutonico, svezzando con le sue idee una generazione di allenatori che ora siedono sulle panchine più importanti d’Europa.

RB Leipzig v Bayern Muenchen - DFB Cup Final 2019

Già,ma quali idee? Per Rangnick il successo di un progetto si basa sulle tre K: kapital(capitale), konzept(concetto chiaro, un’idea comune) e kompetenz(staff e squadra di assoluta affidabilità e competenza), solamente se queste tre realtà coesistono si può pensare di avere un progetto vincente.

In primo luogo il capitale, una società sana economicamente e capace di investire in maniera oculata ma soprattutto capace di far fruttare il lavoro svolto tramite un player trading estremamente oculato, quello che è in poche parole il progetto di Elliott e quello che Rangnick ha trovato in tutte le sue avventure più degne di nota.

In secondo luogo il concetto, traducibile con idea di gioco sul campo precisa e consolidata e di comportamento fuori, la disciplina infatti è un vero e proprio mantra per l’allenatore tedesco(memorabili alcuni suoi sfoghi pubblici contro vari suoi giocatori). Qual è l’idea di gioco? Un modulo di base, il 4-4-2, ma spesso variato a seconda dei casi, verticalità, organizzazione e giocatori giovani ma estremamente adatti al progetto, sia dal punto di vista tecnico che mentale.

I risultati sono lampanti, età media delle sue squadre sempre sotto i 24 anni e trame di gioco visibili ovunque, pressing feroce, recupero palla entro 3-5 secondi , maniacale ricerca della verticalità.

Infine l’ultimo ma non meno importante tassello, la competenza sia a livello dirigenziale che tecnico.

mane

Sadio Mane(nella foto) ai tempi del Red Bull Salisburgo.

Serve infatti tanta competenza per scoprire talenti come Firmino, Mane, Werner, Naby Keita, Upamecano, pagarli un tozzo di pane e godersi la loro esplosione sia tecnica che a livello di valore di mercato.

Nulla lasciato al caso, un sistema di scouting efficiente, il giocatore seguito dentro e fuori dal campo, hombres y no nombres parafrasando Joaquin Caparros.

Rangnick seppure nasca allenatore e uomo di campo ha l’impronta del manager e del gran dirigente d’azienda e pare che con i rossoneri debba mantenere questa sorta di doppio ruolo, con sullo sfondo la figura di Paolo Maldini(che sembra meno certo dell’addio) e di Ivan Gazidis.

DFB Cup Final 2019 - Training And Press Conference

Un insieme di novità per un Milan che non sembra ancora trovar pace, l’esito non possiamo prevederlo, ma comunque vada l’impatto sul nostro calcio di un allenatore come Rangnick sarà senz’altro degno di nota.

Kapital, konzept und kompetenz: Ralf Rangnickultima modifica: 2020-04-07T19:37:27+02:00da pietroserusi
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