Argentina vs Inghilterra, la storia infinita

 

Calcio e politica sono due elementi che già presi singolarmente generano inevitabilmente pareri e discussioni, ecco, prendete questi due elementi potenzialmente esplosivi e mischiateli stile piccolo chimico, otterrete inevitabilmente una fragorosa esplosione e se a questo mix dannoso anche in tempo di pace si aggiungono un conflitto e centinaia di vittime, l’esplosione dilaga.

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Argentina e Inghilterra, amici mai come cantava Antonello Venditti, due realtà apparentemente lontane per usi, costumi e geografia ma che nella seconda metà del secolo scorso si ritrovarono spesso e volentieri a confronto sul campo verde e purtroppo anche su scenari decisamente meno cupi che vorremmo evitare di raccontare, ma come detto il mix esplosivo è già stato fatto.

 

Prologo

1966, Wembley Stadium, Londra.

Il primo scontro calcistico degno di rilievo tra queste due potenze ha luogo qui, nello scenario più classico del football d’oltremanica, e in un momento non banale, in palio c’è infatti la semifinale del Campionato del Mondo organizzato proprio da loro, i padri del calcio.

L’Inghilterra è la grande favorita ma la Seleccion è arrivata fin lì per merito, la partita è maschia e spigolosa finchè la storia cambia al minuto 35’.

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L’arbitro tedesco Kreitlein espelle il capitano argentino Rattin per un presunto fallo su Jackie Charlton, Rattin non ci sta e ci metterà ben 11 minuti per uscire dal campo, l’Inghilterra in 10 soffre ma porta a casa la partita e la semifinale con uno stringato 1-0, per gli argentini quello è e sarà per sempre “El robo del siglo”.

 

Primo atto

Le due nazionali si affronteranno in amichevole per tre volte dopo la cocente sconfitta in terra d’Albione,  ma l’avvenimento che cambierà il corso della storia avverrà a 16 anni di distanza, la data è il 1 Aprile 1982, sono le ore 23.

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84 membri di un commando dell’Armada Argentina sbarcano a Mullet Creek, isole Falkland Malvinas e conquistano l’isola (con l’ausilio di rinforzi) in meno di 12 ore, l’Operazione Rosario è conclusa.

Ma cosa sono le isole Falkland e cosa c’entra l’Inghilterra?

Le isole Falkland o Malvinas sono uno sperduto arcipelago nell’Oceano Atlantico meridionale, a circa 450 km dalla costa sud dell’Argentina ma di proprietà inglese sin dal 1833, abitata da meno di 3000 persone e con una dimensione di circa 12,173 km quadrati, perché quindi l’Argentina dovrebbe interessarsi a un atollo freddo e inospitale?

Il motivo è dettato dalla presenza nel paese sudamericano dal 1976 di una dittatura militare, che vivendo un momento di estrema crisi economica e sociale decise di dare un colpo di coda tentando la conquista di queste isole, dallo scarso appeal economico certo ma dalla grande forza mediatica, visto che tutt’oggi ogni argentino che si rispetti è fermamente convinto che quelle isole sperdute e sferzate per 10 mesi l’anno dal freddo polare siano anche di sua proprietà.

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A pagarne però le spese furono solamente i tanti militari di leva argentini mandati al macello dalla dittatura e schiacciati dalla potente risposta inglese, per un totale di circa 649 morti e 1068 feriti.

Potete capire bene che quando 4 anni dopo a Città del Messico si gioca Argentina Inghilterra, non poteva essere una partita normale.

Ed effettivamente non lo fu…

Erano i quarti di finale del mondiale e la Seleccion del Doctor Bilardo si impone per 2-1 contro gli odiati rivali, è la partita di Diego Armando Maradona, è la partita di due tra i gol più visti della storia del calcio, ma preferisco che a raccontarli sia una persona decisamente più adatta di me: Victor Hugo Morales.

 

L’Argentina vincerà quel mondiale e si prenderà sul campo la sua temporanea rivincità, e se vi chiedete se per Diego quella vittoria conti ancora qualcosa, vi basta vedere come ancora oggi, zoppo e traballante, reagisce quando in ogni stadio del suo paese suona quel canto…”Y ya lo veee y ya lo veee el que no salta es un ingles”…

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Secondo atto

Cambiamo continente, cambiamo calcio, il secondo atto di questa sfida infinita ha luogo a 12 anni di distanza dall’ultimo, siamo a Saint Etienne e in gioco c’è la qualificazione ai quarti del Mondiale di Francia 98.

Il numero di stelle in campo è impressionante e il match rispecchia il livello tecnico, Batistuta porta avanti la Seleccion, pareggia Shearer e il diciannovenne Michael Owen porta la nazionale di Sua Maestà sul 2-1, pareggia ancora Javier Zanetti e ai calci di rigore vince ancora la Seleccion, 4-3.

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Se una nazione è in festa, l’altra è tutta contro una delle sue stelle, quel David Beckham colpevole di essere caduto nel tranello del Cholo Simeone e di essersi fatto espellere, il Daily Mirror titolerà “10 heroic lions, One stupid boy”.
Terzo atto

Quasi ad ogni campione nella sua carriera viene concessa una seconda possibilità, 4 anni dopo Saint Etienne David Beckham diventa il salvatore della patria.

Dopo aver letteralmente trascinato la nazionale dei 3 Leoni al mondiale con una punizione capolavoro contro la Grecia, Becks decide un’altra sfida non di poco conto, contro la stessa rivale di 4 anni prima.

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Seconda partita del girone del mondiale di Corea e Giappone 2002, un rigore del golden boy condanna gli uomini del Loco Bielsa a una vittoria da conseguire obbligatoriamente nell’ultima sfida del gruppo contro la Svezia, una vittoria che non arriverà e che condannerà una delle nazionali più attese dagli argentini all’eliminazione.

E’ la partita del presunto tradimento di Veron, colpevole secondo molti tifosi di giocare nettamente al di sotto degli standard per non inimicarsi i suoi futuri tifosi(era promesso sposo al Manchester Utd).

 

Voci, illazioni, tutte frutto di quella partita mai banale e mai solamente calcistica che vede due paesi sempre e comunque contro, in una sfida infinita ma che tutti si augurano rimanga sempre e solo sul campo.

Argentina vs Inghilterra, la storia infinitaultima modifica: 2020-04-02T21:15:48+02:00da pietroserusi
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