I 3 momenti che ti faranno pensare che Maradona non è un mortale qualunque

 

iglesia

  1. Il pallone non si disonora, come ha proclamato D10s nel suo libro.
  2. Ama il calcio sopra tutte le cose.
  3. Dichiara il tuo amore incondizionato per il calcio.
  4. Difendi la maglia dell’Argentina, rispettando la gente.

Questi 4 precetti, non sono il memorandum di un tifoso qualsiasi dell’Albiceleste che è stato testimone oculare del mundial messicano dell’86.

No. Sono 4 dei 10 comandamenti dell’Iglesia Maradoniana, religione nata a Rosario nel 1998 come una vera e propria “bischerata”e che ora possiede migliaia di fedeli, anche se come i fondatori ricordano sempre, non c’è nessun intento di sostituirsi ad altre religioni, ma solo celebrare le imprese di quel D10s, il loro dio passionale, si insomma Diego Armando Maradona.

Nonostante al giorno d’oggi troppe cose forse assumano valenza sacra e di culto, si può ben intendere che il soggetto venerato dai Maradoniani, non sia un soggetto qualunque e che in qualche occasione lui o chi per lui(“Il barba”come direbbe Diego) abbia fatto clamorosamente cambiare la storia e i ritmi dello spazio tempo.

E’ notizia dello scorso weekend che l’ex 10 di Napoli, Boca e Barcellona è tornato al suo ruolo di allenatore del Gimnasia y Esgrima La Plata, ruolo che aveva lasciato appena pochi giorni prima per via delle imminenti elezioni presidenziali che non vedevano la candidatura del presidente uscente Pellegrino, colui che gli ha finalmente permesso di allenare nel suo paese.

diego gimnasia

Tra struggenti messaggi d’addio e proteste popolari sembrava che la storia potesse finire lì, finchè è arrivato l’ennesimo colpo di scena della vita del diez, improvviso come un tunnel, celebrato come un gol dalla gente del Lobo: le elezioni sono rimandate, Maradona resta sulla panchina.

Ancora una volta Diego ha cambiato la storia, o la storia ha cambiato il suo corso per Diego, vedetela come volete, ma non è la prima volta.

Vi raccontiamo altri tre episodi che vi faranno ricredere.

 

Il primo in ordine cronologico è anche il più celebre, 22 Giugno 1986, stadio Azteca , Città del Messico, si, stiamo parlando della Mano de Dios.

diego mano de Dios

Quarti di finale del mondiale 86, Argentina e Inghilterra stanno giocando una partita che non può essere solamente un’incontro di calcio.

4 anni prima queste due nazioni infatti si erano contese a suon di bombe un atollo sperduto a est delle coste meridionali dell’Argentina, le isole Falkland o Malvinas.

La tensione era enorme, al minuto 6 del secondo tempo, il lampo, il miracolo o il colpo di genio, a voi la scelta.

Azione convulsa della Seleccion, campanile in area Maradona salta e anticipa Shilton con la mano, il pallone va dentro, nessuno si accorge di nulla eccetto i difensori inglesi che si lamentano con l’arbitro, tutto buono 1-0 per l’Albiceleste.

Lo stesso Maradona, a cui gli inglesi non sono mai andati esattamente a genio commenterà laconicamente con una frase celebre:”Chi ruba a un ladro ha cento anni di perdono.”.

 

 

Il secondo episodio non vede El Diego direttamente protagonista, anzi egli è proprio assente. Il personaggio chiave è però un giocatore non banale, che quella 10 su sfondo albiceleste l’ha indossata più volte, che ha vinto 5 palloni d’oro, e che ancora oggi nonostante i suoi numeri da urlo deve convivere con l’ombra del suo connazionale.

Lionel Messi infatti non potrà mai scrollarsi di dosso quella presenza.

Ad ogni modo siamo a Barcellona, 9 Giugno 2007, Il Barca si gioca le ultime speranze di vincere una Liga che teneva in pugno, lo fa al Camp Nou contro i rivali cittadini dell’Espanyol e il tabellone segna  0-1

Al Barca, che poi pareggerà comunque quel match e dovrà dire addio alla Liga, serve un gol per riaprire il match.

Direi che le parole sono superflue, vi lascio questa splendida telecronaca.

https://www.youtube.com/watch?v=9kOWOml1iLs

Che si tratti di clonazione, reincarnazione o molto probabilmente di una furbata, non possiamo saperlo però, sta di fatto che ancora una volta l’ombra del diez è stata presente.

messi mano

 

Infine l’ultimo, in ordine cronologico, episodio che abbiamo scelto di raccontarvi, perché se decidessimo di allargare le ricerche spunterebbero episodi su episodi, andatelo a dire ai Napoletani che i miracoli di Diego sono solo 3…

Ad ogni modo, è il 10 Otttobre 2009, l’avventura del Maradona allenatore della Seleccion è a un bivio, l’Argentina deve battere il Perù e le sue paure al Monumental.

Si scatena un temporale di dimensioni bibliche, i peruviani si difendono bene e l’Albiceleste sembra condannata ad una vergogna storica.

Finché dal diluvio, all’ultimo respiro, emerge Martin Palermo.

palermo argentina

Zampata delle sue e Argentina in Sudafrica, lo stadio letteralmente esplode, Diego è impazzito, sembra non crederci, è l’ennesimo capitolo di una vita ai limiti di un personaggio che non può mai essere associato all’aggettivo comune senza che quest’ultimo sia preceduto dalla negazione “non”.

FBL-WC2010-QUALIFIERS-ARG-PER

Ascese,cadute, miracoli, ancora cadute. Mai banale, mai scontato, “blanco o negro” perchè “gris”, come disse proprio dopo in conferenza dopo quel gol di Palermo, “no voy a ser en mi vida”.

I 3 momenti che ti faranno pensare che Maradona non è un mortale qualunqueultima modifica: 2019-11-25T19:31:32+01:00da pietroserusi
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