Carel Eiting, non uno di meno

 

 

Qualche anno fa, diciamo in periodo scuole medie, un compagno di classe ebbe la brillante idea di consigliarmi un film, il titolo era “Non uno di meno”, una pellicola cinese datata 1999 e vincitrice nello stesso anno di un Leone d’oro alla carriera al Festival del cinema di Venezia.

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Essendo la personalità del sottoscritto dubbiosa e snob, decisi di procrastinare la visione di questo film per non meno di due o tre anni.

Vi racconto brevemente la trama, in un lontano villaggio della campagna cinese, caratterizzato da strutture fatiscenti e povertà, il maestro della scuola elementare Gao si assenta per assistere la madre malata, il sindaco decide di affidare il suo ruolo in via temporanea alla tredicenne Wei, con il compito di mantenere invariato il numero di studenti.

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Wei(nella foto) è la protagonista della storia.

Nonostante mille difficoltà la ragazza sembra riuscirci, finchè il piccolo Zhang, decide arbitrariamente di scappare dal villaggio per aiutare la famiglia assai povera e indebitata, Wei si lancia senza pensarci due volte alla ricerca del pargolo, e lo trova dopo mille vicissitudini, mantenendo quella promessa fatta al sindaco del villaggio.

Pochi giorni fa vedendo con estrema sofferenza Ajax – Getafe, non ho potuto non notare la presenza tra i titolari di Carel Eiting, un ragazzo sul quale qualche tempo fa avevo letto parecchio e che da allora ho iniziato a seguire.

Direte voi, parafrasando un noto ex magistrato, “Che c’azzecca” un film cinese per altro sconosciuto ai più con un centrocampista centrale della squadra più titolata d’Olanda?

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Andiamo per gradi, Carel Eiting nasce ad Amsterdam l’11 Febbraio 1998, cresce sin da piccolo con addosso la maglia biancorossa ed esordisce in prima squadra a 18 anni nel 2016 , un percorso che ricalca quello di altri wonderboy sbocciati sulle sponde dell’Amstel.

Eiting è un mediano di ordine e governo, visione periferica, precisione nel gioco in corto in largo e sinistro educatissimo, un giocatore forgiato per il gioco posizionale ajacide e parte di una splendida golden generation, i cui altri membri dai capelli biondi sono abbastanza conosciuti.

Dopo una stagione di gavetta nello Jong Ajax, Carel è ritenuto da Erik Ten Hag un ingranaggio fondamentale della sua futura macchina perfetta, tanto che non solo parte titolare nelle gare dei preliminari di Champions , ma lo è anche nei primi due mesi di Eredivisie, “rubando” il posto di regista a un certo Frenkie De Jong, che si dovrà accontentare di affiancare il suo amico De Ligt in mezzo alla difesa.

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Purtroppo però, questa è una trama più complessa, a Ottobre Eiting si fa male alla caviglia e deve stare fermo un mese, perdendo terreno e forma fisica e anticipando quello che sarà il grande ostacolo alla sua esplosione in contemporanea con i vari De Ligt, De Jong e Van De Beek, quell’ostacolo ha la forma di un bisturi che lo ferma per un’operazione al ginocchio nel Gennaio dello scorso anno.

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Una vera mazzata per un ragazzo in rampa di lancio, che sarà costretto ad assistere dalla tribuna alla cavalcata dei suoi compagni, guidata dagli altri talenti cresciuti come lui a pane e Cruijffismo.

Nell’estate successiva mentre l’Ajax cede a prezzo d’oro due dei suoi gioielli, Eiting fatica in palestra, torna in forma e sa che l’Ajax un po’ come la signorina Wei non si è dimenticata del suo alunno.

Dopo una lenta riabilitazione fatta di parecchie partite con lo Jong Ajax e qualche problemino muscolare Eiting è tornato al suo ruolo, quello di titolare nella squadra che lo ha cresciuto, cercato e aspettato, e si sta dimostrando tra i più positivi in questo mese orribile dove i lancieri hanno perso vantaggio dalla seconda in campionato, Europa League e Coppa D’Olanda.

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Anche l’alunno che sembrava perso è tornato alla sua classe e ora è pronto a sbocciare come i suoi compagni, l’Ajax ha mantenuto la sua promessa, ora sta a Carel Eiting mantenere la sua.

Carel Eiting, non uno di menoultima modifica: 2020-03-05T19:05:42+01:00da pietroserusi
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